Ci siamo?
Ja!
che poi si scrive R al contrario (Я) come mi disse un pozzo di scibile.
Del resto chi va al mulino si infarina, come mi disse un pozzo, un pozzo e basta.
Non è che lecco i rospi, non è che davvero parlo coi pozzi, fratellini, nè i pozzi parlano a me perchè se mi parlassero risponderei essendo educato e di buona famiglia alto-medio-borgo-proletaria.
Insomma è un pozzo metaforico, un pozzo sinaptico lo definirei, metaforico però, non ci penschi acqua ma nemmeno albumina, sinaptico nel senso che è metaforico, metaforico nel senso che è sinaptico. Irreale.
Insomma non esiste ok, non puoi vederlo, non puoi nemmeno non vederlo però, l'essenziale è invisibile agli occhi, il superfluo ce lo sbattono in faccia.
Non so perchè mi vengono in mente i pozzi stasera, strani giri mentali...ad ogni modo se volete trovare chi parla di banalità tipo cosa ho fatto ieri o quante palle ho oggi nelle mutande sapete dove andare.
E' bello passare un post a parlare del nulla, perchè insomma è di questo che voglio parlare: del nulla. Il nulla che abbiamo intorno, il nulla che ci permea fondamento costitutivo unico e ripetitivo, mattoncino organico della nostra piccola ontologia personale.
Salti di pensiero, salti nel vuoto, prendendo le misure in corsa, sperando che vada bene anche stavolta, tendere le gambe e via, sputare nell'abisso, bestemmiare a mezza voce fino ad arrivare dall'altra parte.
Non andrà bene per sempre.
Ma per dio
io sono
per l'eterno ritorno
dell'uguale nel contemporaneo.
io sto col presente.