Taci, per dio! Un highlander non deve morire con il pianto di una donna nelle orecchie!

sabato, 31 marzo 2007

 

14° giorno: le 6 maghe d'oriente, le 6 del sud, le 6 dell'occidente, più numerose maghe dal nord; e le 4 maghe custodi, divinità protettrici delle porte del tuo cervello; e il dio della morte che grida a gran voce, la cui figura è tanto grande da coprire l'universo

 

Non temere, non spaventarti. Siccome adesso il tuo corpo non è più un corpo materiale, ma un corpo mentale costituito dalle propensioni del tuo karma, anche se egli voglia ucciderti o farti a pezzi, tu non puoi morire. Il vuoto non può offendere il vuoto: le manifestazioni del dio della morte appaiono nella luminosità del tuo proprio pensiero, ma sono prive di realtà: esse sono null'altro che artificio del tuo pensiero. Al di fuori di questo, nessuna cosa esiste: nè le divinità pacifiche, nè le divinità terrifiche dalle teste di animali, nè le divinità bevitrici di sangue, nè la terribile figura del dio della morte, e neppure l'arcobaleno in cui ti sembra di dissolverti.

Dal Bar-Do-Thos-Grol
(il Libro tibetano dei morti)

Nembrot alle 12:04 in: pregnant quotes from nowhere
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Con te ho visto i pesci volare

giovedì, 29 marzo 2007

Tra una risata e un sorriso la differenza c'è, è sottile magari, non è immediata magari, ma c'è ok.

C'è una sottile differenza tra un sacco di cose e un sacco di altre cose, c'è una sottile differenza ad esempio tra vivere e restare passivi a bocca aperta ascosti da tutto.

C'è ad esempio una sottile differenza tra pensare una cosa e ammettere con se stessi di pensarla davvero.

Insomma un sacco di sottili differenze, ma direi che ora le sottili differenze possono anche andare a prenderlo nel culo.

Mi aspetta un'altra settimana del cazzo, di quelle che volentieri salteresti a piè pari e a ogni piè sospinto ci si avvicina all'infundibolo di tutto, e giùùù e bum.
fuochi d'artificio, fiori e applausi, e via su un cavallo bianco.

Le cellule si suicidano, apoptosi si chgiama: se uno ci pensa è una cosa incredibile, quando non servono più o divengono potenzialemente dannose, insomma quando si accorgono che il loro tempo è stato,puff, muoiono.
E' bello non perdere la maraviglia di fronte a queste cose.

Nembrot alle 18:59 in: la mi vida
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Pascal è uno stronzo inutile

lunedì, 26 marzo 2007

Dio è lunedì, e ho aggiornato ieri l'ultima volta.

Il tempo passa fottutamente lento, striscia e io con lui, tutti strisciamo verso il nulla, inutili e stupidi lombrichi in balia del nulla, di cose che non riesci a capire.

Svegliarsi di colpo, annaspare nella realtà cercando qualcosa a cui aggrapparsi, desiderare poi solo la cullante e materna carezza dell'oblio.

Il sonno porta pensieri più della veglia, ti senti strozzare da un dolore cieco, senza spiegazioni, i resti terribili di un sogno abortito, vagare storditi da una stanza all'altra sotto l'ombra cupa di una giornata piovosa.

E l'orologio torna a camminare lento, percepisci i secondi che passano come se cadessero goccia su goccia nel tuo cervello, annegando ogni pensiero e ogni senso.

Porco dio.

Nembrot alle 22:13 in: la mi vida
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Fuori dalla grazia fuori dal giardino

domenica, 25 marzo 2007

Is è mo laoch, mo ghile mear
Is è mo Shaesar

ghile mear
Ni fhuras fein aon tsuan as sean
o chuaigh i gcein mo ghile mear

Addio verde irlanda, addio a qualcosa che mi ha riempito per una decina di mesi, torniamo all'horror vacui, torniamo a ciò che è sempre stato, bentornato nel mondo, e null'altro che quando vengono in mente solo banalità è meglio tacere; dignità prima di tutto che solo quella e i ricordi non potranno mai toglierci.

Nembrot alle 12:11 in: la mi vida
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Le maraviglie dell'intelletto umano

sabato, 24 marzo 2007

Mi raccomando stanotte mandate gli orologi AVANTI di un'ora
Anche perchè sennò poi domani se avete appuntamenti con me arrivate un'ora in ritardo

 

Nembrot alle 13:49 in: comunicazione disservizio
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INLAND EMPIRE *****

sabato, 24 marzo 2007

Capolavoro, non un film ma un'opera d'arte, un allestimento audio visivo, un Lynch geniale che crea una fitta rete sinaptica di sensazioni.
Un ammasso orgiastico di immagini e suoni e visioni, più piani di visione, inframmezzati da conigli e polacchi.
Nonostante la sala mezza vuota e in gran parte addormentata, nonostante i commenti più diffusi, vale a dire "questo chi cazzo è" e "ma quanto dura?", nonostante tutto un bel film.
Un'esperienza da vivere, soprattutto se siete in uno stato d'animo positivo.
Ti riempie il cervello di pensieri, ragionamenti, contorce le tue circonvoluzioni, riempie solchi e scissure, ti impedisce di pensare ad altro e ciò è buono.
Da vedere in buona compagnia, da soli può risultare diciamo deprimente magari, anche se ti capita di accorgerti di essere cresciuto, al punto che non ti serve più accompagnamento per andare a vedere un film.
sono un uomo ormai

Nembrot alle 12:14 in: recensioni da cinofilo
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Gran verità è che ogni cosa mente

mercoledì, 21 marzo 2007

Gran verità è che se sei a terra non c'è chi si asterrebbe dal darti una coltellata tra le scapole

Gran verità è che non c'è un bene o un male ma solo stati d'animo

Gran verità è che davvero si tratta di una questione chimica e di odori

Gran verità è che il porco dio chissà se esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore

Gran verità è che sei solo, e non ci sono cazzi, non puoi affidarti davvero agli altri

Gran verità è che le cose vadano come vadano, forse dopotutto l'importante è vivere nel frattempo

Gran verità è che si vorrebbe tanto mandare tutto a cagare e andare a servire clienti in un ristorante sul mare

Gran verità è che uno scrive scrive e poi altri ci danno un loro senso, che poi magari non è il tuo, magari poi tu nemmeno ce l'hai

Gran verità è che ogni via retta mente

Nembrot alle 17:32 in: foolish
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A te, per te, con te

sabato, 17 marzo 2007

In acque chiare mi sono perso
acque in cui il tempo non è che una maschera
di ampi respiri e occhi e rosari sgranati di fronte al
nulla ch'avvolge e ricorda con parole spezzate la beltà
e la viltà
della vita.
Non so come si dice, non ho più le parole,
solo versi inconsulti
lamenti di nostalgia, e sento gli alberi
nella sera calda
sento il vento e tutto che sussurra
che sussurra ciò che più non so nemmeno io.
Mi ha tolto le parole lo stanco vagolare tra spettri e passati
passati ad amare a desiderare l'infinito e il senza fine
in una stanza con fnestre sul presente,
arriva fuori il temporale
ingoiano le acque dell'atemporale
dell'immanente
del necessario
le mie speranza,i miei
progetti.
E nulla più rimane sotto il grande trono di pietra, nella valle
angusta
solo torce spente e fumose
ad avvolgermi con spire lente
ipnotiche
ecco il sonno, arriva ormai.
Non più memoria, non più rimpianti
l'oblio,
la morte dei sensi.

Nembrot alle 10:39 in: prosa, prostata e poesia
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Le strade del chiurlo dal becco rosso che, ahime, non venne ascoltato II

venerdì, 16 marzo 2007

E l'uomo figurante come quasi forse protagonista in questo aborto scritto o meglio digitato, perchè scrivere non è scrivere con una squadrata e impersonale tastiera per far di se' pubblico mercimonio, bensì un'impresa ben più intima e personale compiuta con penne bic, stilo e china o penne stilografiche.
E l'uomo stava dunque lì, immobile come ebete: perchè mai più graziosa fanciulla aveva deviato i raggi di quel sole così solare verso le sue retine oramai stanche di specchiare il mondo, perchè mai tanto forte un colpo aveva colpito il suo cuore e i suoi maroni.
Con mosse goffe, incerte, lente come un rituale atavico scostò il ciclo ferroso e non più scampanellante dal suo inguine dolorante e si voltò a guardare quella splendida visione di un pomeriggio assolato e solitario.
- Madonna - diss'egli - cotanta grazie v'è nelle vostre movenze che assai mi desta maraviglia l'incresciosa conseguenza e consequenzialità di fatti e fattori che portò il di voi cavallo a pedali contra le mie pudenda -
Rispose lei con fare divertito - Messer viandante, non abbiatevene a male per le mie parole, ma invero fu vostra la colpa poichè voi vi ergevate come torre petrosa sul sentiero ch'io andavo percorrendo; è pur vero che i miei pensieri andavano caracollando al di là di queste anguste e materialistiche vallate verso reami più consoni a idee luminose solari e assolate, verso lidi più degni del mio cogitare -.
Lui, con piglio fatto deciso da un sentimento improvviso - Non me n'ebbi a male, affatto, perchè è il fato dorato, la sorte cieca e benigna, che mi donò questo momento con voi, e certo se il vostro cogitare è tanto alto e nobile come il vostro favellare esso è quanto di più degno si possa immaginare; e d'altra parte non posso non rivelare a tutta la natura che ci circonda che il vostro profilo è così regolare e piacevole, il vostro incarnato così candido che mai ebbi veduto giovine più fresca e bella -
Lei, con fare verecondo, abbassando gli occhi pudica - Messere, via, non siate così impetuoso, non rovinate con parole avventate un siffatto momento sotto questa verzura fresca che rende più piacevole questa giornata calda, solare e assolata -

Nembrot alle 17:48 in: prosa, prostata e poesia
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L'amore ai tempi del caos

martedì, 13 marzo 2007

E se è primavera, e c'è il sole, e c'è l'aria piacevole che c'è solo in primavera, e tutto sa di prati e aria aperta e aria pulita, anche a monza senti ovunque un che come di parco, e staresti lì al sole a invecchiare lentamente in un nulla senza tempo apparente.

E se è primavera e ti accorgi che la mattina non vorresti nemmeno svegliarti perchè ogni giorno temi di veder appassire il fiore che con fatica avevi fatto crescere.

E se è primavera e ogni giorno è il terrore di vederti scivolare dalle mani tutto ciò che credevi fosse un tuo punto fisso, e senti un vuoto dentro al pensiero che forse stai perdendo qualcosa che in tanti momenti era stato fondamentale per andare avanti a testa alta.

E se è primavera e non puoi fare a meno di lasciare che i ricordi entrino dentro di te, e ogni momento importante e bello ti si affaccia alle aree associative prendendo forma come concreta.

E se è primavera e pensi alle volte in cui i momenti sono divenuti arte e ti hanno fatto sentire vibrare l'infinito, e se pensi che tutto sta racchiuso in poche frasi, e se senti che davvero vale la pena lottare.

E se è primavera e decidi che vale la pena di di cercare di fermare un uragano con un ombrello, e decidi che qualsiasi prezzo non è troppo alto, e se decidi che il presente ha più valore di un futuro lontano.

Allora, forse solo allora, si capisce di aver davvero amato.

Nembrot alle 17:50 in: foolish
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