Trapianto di orchidee algenti

lunedì, 30 aprile 2007

Sensibilità cieca, occhio pruriginoso
che piange strame e rombi di luce,
e canti sul mare di rame, senza preghiere
da biascicare tra sussurri e pianti
e stridor di denti.
E' solo il tramonto di un'alba
trampolieri sorgenti da l'acque
ma acque amare, dal seno del mondo
dal profondo ipogeo dai
sentieri di carta
tracciati nel nulla, percorsi da carri
da caproni bicefali
e tutto è danza, e spasmo e dolore
se non sul placido, sito silvano
ostello di chi cerca,
riposo per l'attrito
della mente, ultimo
porto
prima della notte.

Nembrot alle 11:57 in: prosa, prostata e poesia
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Le strade del chiurlo dal becco rosso che, ahimè, non venne ascoltato IV

sabato, 28 aprile 2007

Si affacciò nuovamente al ponte che in quanto tale era rimasto lì non potendosi allontanare pur desiderandolo, guardò nuovamente il fiume, quel fiume eracliteo non più uguale a prima, un continuo divenire un rinnovarsi da sé facendosi cosa nuova ma pur simile a se stessa: che se il fiume è per noi un certo tratto percorso da acqua, quando essa per la stessa definizione di cui prima scorre viene soppiantata da altra acqua, che è simile ma non la stessa precisa, quindi quel tratto in cui scorre la data acqua non è lo stesso di prima identico e preciso, ma un altro fiume fratello che ha preso il suo posto.

Guardò ancora le acque chiare, ma nemmeno tanto che questo nuovo fiume sollevava troppa sabbia dal fondo divenendo torbido.

Abelardo rimpianse il vecchio fiume, ma non rimpianse il vecchio sé, che ancora non conosceva quella giovine meravigliosa che d’un tratto gli aveva aperto gli occhi, i sensi e l’anima e l’aveva condotto nel suo personale simulacro di paradiso.

Decise allora di ritrovarla, di seguire il sentiero fino alla grande città tetrameccanica e cercare le tracce che la sua luce e il suo profumo dovevano necessariamente lasciare, tracce chiare e percepibili da un cuore come il suo.

Si incamminò così su quello stesso medesimo sentiero, invero uguale a se stesso sempre in quanto non è dato alla terra battuta di scorrere, a meno che il fiume non esca dagli argini portando via il ponte e la terra del sentiero, in quel caso forse sarebbe un sentiero diverso, ma per Eraclito il fiume era un esempio molto più comodo, con buona pace dei montanari.

Seguiva dunque il dolce clivo che seguiva il sentiero, cioè non che il clivo si muovesse davanti a lui come uno spirito-guida, solo il clivo era dato dal sentiero che seguiva la pendenza del terreno, null’altro.

Seguiva quindi il dolce clivo lungo il sentiero ed era più lieve il camminare poiché pensava a lei e a lei soltanto, si inoltrò così tra quegli stessi cipressi silvani e soleggiati in cui la stessa Eloisa si era avventurata.

Quand’ecco una voce lo chiamò, e fu tremore e fu sgomento:che quella voce era più antica di tutte le cose e certo più antica del fiume, della terra del sentiero, della grande città d’acciaio e del ponte.

Nembrot alle 11:48 in: prosa, prostata e poesia
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ciao andriiii sono la stefiiiiii

giovedì, 26 aprile 2007

-Perchè perseverare forzatamente? Dopotuto ho fatto quel che dovevo
Un opossum!Sarai tu ad accompagnarmi nel mio ultimo viaggio!

-Non chiedo di meglio

-Mi adagerò su questa spiaggia come un bambino nudo
Qui mi lascerò morire nell'intercedere aggraziato dell'autunno, lambito dalle onde
Forse mi ricorderanno mentre il vento laverà dagli occhi la sabbia che vi si sarà posata e impressa nella retina solo l'immagine di quella barca al tramonto, l'opossum che mi saluta.

 

 

Nembrot alle 17:46 in: pregnant quotes from nowhere
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M'han detto che simuli gli orgasmi!

mercoledì, 25 aprile 2007

La primavera mi sta scivolando addosso, ed è subito estate, il caldo afoso che poi pioverà oggi, forse, forse domani, ma pioverà che il cielo ce lo dice e solo i maiali non possono saperlo che non gli è dato vederlo.
Ed è così, è strano, estivo, primaverile, ormonale insomma, eppure c'è tanta stanchezza e non si capisce perchè, che si è persa la voglia di fare, di andare avanti con convinzione per convinzione in qualcosa (ideali? inerzia? illogicità?) e quindi ora ci si lascia portare dalla corrente.

Che tanto se tanto mi da tanto avrò tanto, grano per tutti, todo para todos y nada para nosotros, è il fronte popolare autarchico.
La vita però grazie al cielo va oltre una tessera fedeltà dell'esselunga, oltre un vedersi e non avere più parole per noi, oltre un perdere contatto con la propria città per perdersi nei bui anfratti perigliosi del pendolarismo mediatico e trenofilo.

Se dopo venti minuti sotto il sole corricchiando mi vien da svenire il senso ultimo di tutto questo è unico e univoco, ovverosia metter da parte il bicchiere e tornare a fare attività, che ad ottobre la pancetta mica c'era come oggi mi è stato confermato, ergo mens sana in corpore sano.

Mi pervade sapete un'ilarità genuina davanti alla posticcia circostanza di certuni, che di colpo li vedi tutti compresi nel loro ruolo e davvero ti verrebbe da sputare su quelle teste chine e deferenti per l'onnipresente Circostanza, datele vergini in sacrificio e sedani per il Suo pinzimonio, uhuuu huhuuuu fanno gli spettri antichi, bar fa l'elefante poichè barrisce.

E un bacio ad asciugar lacrime di una persona cara e lontana, sperando che siano però sparite già ora che sto scrivendo.

Nembrot alle 18:42 in: giardinaggio e vita mondana
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akedebadaaa....keiiitiii

lunedì, 23 aprile 2007

Oggi, fratellini, parliamo di furetti. Ok e va bene è chiaro che non abbia molto altro da dire, non che mi succedano cose eclatanti in 'sti giorni; quindi oggi parliamo di furetti, cristo!

Dunque, i furetti, vanno in letargo sapete? insomma vanno nelle loro tane scavate a S e si addormentano e poi, bè diamine arriva la primavera e essendo le tane a S scavate a hoc quando il sole è alto abbastanza (ovverosia quando la primavera è inoltrata) i raggi di sole arrivano al furetto che si sveglia, e sapete cosa fa appena sveglio? Salta sulla furetta e la ingravida.

Tra l'altro anche in laboratorio è lo stesso: spegni la luce, il furetto dorme, accendi la luce, il furetto scopa, spegni la luce il furetto dorme, accendi la luce, il furetto scopa,spegni la luce, il furetto dorme, accendi la luce, il furetto scopa, spegni la luce il furetto dorme, accendi la luce, il furetto scopa,

Insomma, io voglio rinascere furetto.

Per tutto questo, per queste lezioni di vita, grazie al nostro professorone d'anatomia

Nembrot alle 18:58 in: pregnant quotes from nowhere
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non metto titoli perchè oggi protesto contro i titoli

domenica, 22 aprile 2007

Anatomia oggi mi annoiava così ho fatto questo, giusto per sottolineare che ho un sacco di roba da fare a volte

http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=Marlow

Nembrot alle 15:45 in: comunicazione disservizio
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terrazzo, sgabello, formaggio,borraccia blu, cazzo di gomma e..cannuccia

sabato, 21 aprile 2007

Ultimamente cavalco il mio spleen che è sempre cosa buona giusta e invero stimabile, e così si è in un periodo di scrittura diarroica (non perchè fa cagare ma perchè è tanta e a getto).
Ieri mi son preso un po' di tempo, miei buoni e pochi uditori, per farmi un giro da similprototurista nella mia cittaduzza, prendere un caffè in piazza vecchia, stare a studiare pigramente al sole al parco, insomma una cosa degna del più becero crucco vacanziero (studio a parte), e ho scoperto di ricordarmi ancora cosa sia il gotico fiorito o flamboiant.

E così, e così e così i giorni passano, pigramente appunto, nel mio bozzolo di autocoscienza sopita, guardando le restanti falci lunari e pensando che dopo tutto non bisogna andare così lontano per trovare un'elfa, la stella del vespro non è forse necessariamente mera fantasia.

E comunque assaporo il gusto del paradosso e del surreale in ogni gesto, che tutto ne è permeato a guisa di secchio, e quando è colmo trabocca e questo traboccare di surrealtà crea il reale, e crea anche Plotino che così può farsi i suoi viaggi mentali a proposito.

E ora direi che un grazie cara è quantomeno dovuto nonchè sentito e ora espresso espressamente per iscritto, che magari linux legge sbagliato ma sappi che stavolta il senso è proprio quello.

Trovo alquanto inutile se non superfluo aggiungere a tutto questo un qualsivoglia significato esplicito o una qualche spiegazione chiara o appendice o postilla, insomma se volete leggere banalità potete trovarle ovunque nevvero? Alla peggio vi do qualche suggerimento io



Nembrot alle 18:51 in: la mi vida
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Fabbricare un paradosso in sette passi

sabato, 21 aprile 2007

Earth shakes,
Stone breaks
The forest is at your door
The dark sleep is broken
The woods have awoken
The threes have gone to war
Root rend, wood bends
The Ents have answered the call
Through branches now the wind sings
Feel the power of living things
The threes have gone to war.

rithannen i geven,
thangen i harn
na fennas i daur
ol dur ristannen
Eryn echuiannen
i ngelaidh dagrar
ristar thynd, cua tawar
Dambedir enyd i ganed
Si linna i waew trin ylf
Isto i dur i chuiyl
i ngealidh dagrar

Nembrot alle 09:48 in: canzuonette giocose
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E' morto e risorto per noi, porco dio nanana

giovedì, 19 aprile 2007

Sono un po' pieno di ecchimosi varie e ho ricevuto minacce da un albanese incazzato perchè si era "sgridato" per la tipa, che tipa poi boh, mica vista, noi si gridava per altro, però vabbè.
Che serata curiosa che giornata opinabile.
E stasera si bevve e domani pure e poi è sabato quindi anche, ciò non è buono perchè a me i neuroni servirebbero diamine, anche se visto che oggi si discuteva di orgasmi multipli forse non sono nemmeno tanto necessari.

Ad ogni modo, che dire, boh, sono un po' un picio delle volte, tipo quando mi ostino a pensare come un Lord Byron dei poveri (mica gay però e nemmanco incestuoso), insomma vabbè ordunque suvvia fratellini ho finito i residenziali!
eh?! finiti?
Boh e chi lo sapeva? mi sa che un "grazie sara" è d'obbligo che mi sa che la fanciulla c'entra qualcosa: ecco i colleghi stimabili!

Vorrei tanto imparare come si disprezza certa gente, che male non farebbe, ma così va il mondo.
E poi perchè oggi ho avuto come il sentore del paradossale? per un momento davvero mi ero quasi convinto che dovessi avere qualcosa da farmi perdonare, solo che non è così.
Nonono, decisamente no.

Nembrot alle 22:41 in: giardinaggio e vita mondana
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300 ***

mercoledì, 18 aprile 2007

Dunque, buon film ma con alcuni però:
1)Bisogna dimenticare che si tratta di un fatto storico, questo è un punto a sfavore
2)Il è una cosa tanto epica quindi è buono, in quanto esci e vorresti avere un mantello cremisi ed essere uno spartano
3)Certe frasi spaccano i culi
4)E' una specie di affresco diciamo, insomma è preso da un fumetto (anche se il fumetto stesso è stato trravisato in quanto il film è privo di introspezione)
5)Quando all'omino dei biglietti ho chiesto "due per 300" questi banalmente rispose "600"

Ad ogni modo, la compagnia è stata ottima, e certi discorsi tra egocentrici, o meglio egomaniaci, sono storici; e poi andare così al cinema di mia sponte è una specie di passaggio, del tipo ora sono un po' più maturo di ieri.

Allora ricapitolando: 2 stelline perchè il film è un sacco pittorico per chi sa capisce cosa intendo, una terza perchè c'è anche Faramir (del resto ci sono anche orchi e troll e gollum a prima vista, ci mancava solo che gridasse "liberiamo Osgiliath!"), quindi tre stelle su cinque.

Gli elefanti, sono animali goffi  e poi le cataste di morti persiani sono scivolose
bwuahaha

 

Nembrot alle 23:25 in: recensioni da cinofilo
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