Noi non conosciamo Leo Johnson

mercoledì, 30 maggio 2007

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,

GIURO:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

insomma il primo anno è andato, siamo tutti un po' più prossimi a questo,  che poi è bello, anche come concetti.

Nembrot alle 17:05 in: ricorrenze da ricordare
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I tre porcellini erano amanti del sadomaso

martedì, 29 maggio 2007

Non c'è più sole, son giorni che piove, e in quanto meteoropatico la cosa non aiuta, soprattutto una giornata piovosa passata a studiare biologia ha la capacità impressionante di estenuare tutto.
Cosa c'è in fondo di peggiore che sentire la disgustosa baillame che il mondo ci mette in scena ogn giorno, con triviali e tribali devianze e tutto quello che ne consegue trallallero trallalà.
L'evoluzione non funziona proprio così bene allora forse, se la cavano meglio le meduse.
Cosa è che rende tutto più bello e pieno fratellini? L'attesa o la quotidianità vissuta? a voi pensarci, io la mia me la tengo per me.
Ad ogni modo si sente sempre più il bisogno di gettar giudizi apocalittici, pontificare dall'alto di una scatola di latta con uno scolapasta in testa battendo un cucchiaio di legno sulla blasfema testa degli atei.
Comunque, non è tutto oro quello che luccica, nè tutta merda quella che puzza, e le rose fioriranno e insomma le mezze stagioni non son più quelle di una volta.
Diamine, che dire, sono inquieto e inquietato e sopraffatto da tutto quello che sa avvenire, e dal tempo che vola, dal panta rei e dal fatto che nulla torna se non in schemi, strutture, rituali insomma.
Non si dice tutto quel che va detto, se non quando è solo fiato al vento, non si ascolta quello che si dovrebbe ascoltare se non quando non c'è più nessuno a cui rispondere, certo questo è marginale, in generale.

 

Nembrot alle 20:44 in: la mi vida
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una giornata speciale e un incontro esiziale

martedì, 29 maggio 2007

Questo era il primo episodio, ringraziamo il buon stefano che ha amorevolmente recuperato il foglio (partorito durante una lezione quantomai appassionante con l'ematologo) e ricalcato e scannerizzato il tutto donando un tratto diciamo naive.

 

Nembrot alle 11:21 in: lymph node jonny
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il male malvagio che viene da dentro

lunedì, 28 maggio 2007

A volte mi annoio e così ecco l'elegante e grazioso Jonny, un linfonodo cattocomunista con tendenze omofobe

Nembrot alle 17:49 in: lymph node jonny
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Eva mitocondriale

sabato, 26 maggio 2007

mane tekel fares

non mi vengono molte altre cose in mente, forse che i giorni passano ratti, e un anno è un attimo, e ti svegli solo e pensi che è tutto così strano, diverso, e non è che ora non stai bene, è più un senso di certo che prima stavo bene davvero, anche ora, ma prima era tutto più vero.
quello che del tempo mi fotte è che passa, che cambia, che scorre, il panta rei è troppo, meglio l'eterno ritorno anche se non è vero che le cose tornano, tantomeno le persone, e forse è giusto così.
E' più simbolo che altro tutto ciò, è più un pensare certo oggi prendo acqua che piove, ma magari era anche destino che oggi l'acqua la prendessi a londra, ma poteva anche essere destino che ora fossi a nutrire vermi e erba, quindi c'è poco da lamentarsi.
E' un po' come quando di colpo nel mezzo di una festa ti fermi e pensi un attimo, cupo, gonfio di spleen, ma è un attimo e tutto riprende la giostra di luci e colori e freschezza.

Saw III *

venerdì, 25 maggio 2007

Troppo poca ironia, o meglio assenza totale di ironia, per essere un buon splatter di serie b, nonostante il sangue e i visceri sparsi ovunque, anzi l'unico interesse destatomi è stato nel vedere se riuscivo a distinguere i vari pezzi sparsi in giro (ho beccato quello che credo volesse essere del fegato e un pezzo di tenue!).
Per un attimo mi è balenato interesse per la questione del saper perdonare,ma il tutto mi è parso una gran cacata, violenza e tentato cinismo, il tutto dà un fallimento bello e buono.
Aberranti le scene accelerate, nemmeno fosse la sagra del videoclip.
Meglio passare una serata a sfogliare cataloghi di biancheria intima.

 

Nembrot alle 15:57 in: recensioni da cinofilo
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Mulholland drive ****

giovedì, 24 maggio 2007

Ormai sto amando lynch, sarà che ormai sto diventando onirico e visionario anche io, sarà che certe trovate sono assolutamente geniali, un maestro in genere, nei film nella vita, film potente che colpisce, cerchio che si chiude su se stesso, serpenti che si mordono la coda.
E pensi, e pensi, e cerchi un senso, e a tratti lo afferri, lo contempli.

commento di mia madre dopo i primi 20 minuti "ma per fare la colonna sonora non glieli davano i soldi a questo?"

 

Nembrot alle 20:31 in: recensioni da cinofilo
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contratto per Karelias

giovedì, 24 maggio 2007

Sulla pelle ti ho tatuata
come un crotalo per farmi ricordar
dell'aspide nel cuore
che mi succhia succhia la tua crudeltà
ora non sento più dolore
non c'è niente niente c'è più da succhiar

gli anni buoni che ti ho dato
niente ormai me li può fare ritornar
oltre agli occhi ti ho lasciato
una casa di tre piani e il mio divano
ma non importa che ho perduto
ora vado più leggero e senza aiuto

da Salonicco a Kalamata
da dieci giorni mi divora la ferrata
nella spezia della sera
dal Bosforo d'argento fino a Izmir
bevo rakja rakja vieni
a consolarmi dalla pena e dal dolor

prenderò questa discesa
senza più fermarmi ancora dietro a te
se consumavo come cera
ora è la brace che consuma anche per me
ho un contratto per Karelias
fuma fuma l'illusione e fumo anch'io

cala la luna e io non spero
l'illusione è lusso della gioventù
cala la luna e io non spero
l'illusione è lusso della gioventù

Nembrot alle 11:19 in: canzuonette giocose
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Il somatotropismo della cacca

martedì, 22 maggio 2007

Su e giù su e giù cantava mago merlino se non erro, erano un po' i tempi d'oro, quelli dei cartoni disney con la c maiuscola, quando riuscivano ancora a far cose oniriche come alice nel paese delle meraviglie.
Ora i tempi son cambiati, son tempi grami, si morde la cintura per non mordersi le mani, e tutto ciò che ti resta da fare se vuoi vivere è trovare il vuoto di una stazione stile liberty e aspettare l'ultimo treno per Vladivostok, là dove tutto finisce, dove terminano storie, uomini e vite.

 

Vita e sospetto della stessa
intuizione di luce in una stanza buia,
passeggiate di alberi e verde e verzura
e passato e verdure sul tavolo ligneo
sul catafalco dell'anima sul bronzeo
mare amare lacrime d'illusione.
Illusione di vita di intuizione di morte e di
amore
di giorni di sole di fioritura
di gemme e fine d'inverni.
E il ciclo delle ere, dei soli delle stagioni
e tutto cade, foglie, regni, uomini,
l'autunno della decadenza, il
crepuscolo
degli ideali.
L'alba del vuoto denso.


 

Nembrot alle 17:37 in: china su carta e considerazioni
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Le strade del chiurlo dal becco rosso che, ahimè, non venne ascoltato V

lunedì, 21 maggio 2007

Alzò sorpreso lo sguardo e tra gli alberi scorse una sagoma veloce che volteggiando andò a posarsi su un ramo vicino.

-Abelardo- esordì la sagoma volteggiante

-Presente- fu la prima cosa che gli venne da rispondere

-Che cazzo di risposta..-fu il commento della sagoma volteggiante e allibita

-Chi sei tu, sagoma volteggiante che pari provenire da altre ere?- domandò compito

-Ho molti nomi, la cui forza potrebbe distruggerti al solo pensarli- fece la sagoma, che era poi un uccello, con tono cavernoso

-Non temo prove siffatte, perché il mio cuore è colmo e forte il mio spirito e immacolate le mie azioni e le mie mutande – disse il coraggioso Abelardo

-Allora chiamami Sergio- disse l’uccello, ovvero Sergio

-…-

-…-

-Sergio?-

-bè?-

-nulla-

-meglio-

-Cosa vuoi dunque da me, tu che pari essere giunto da dimensioni lontane in cui le regole della fisica e della logica sono sovvertite e dove il buongusto onomastico è bandito?-

-Farò finta di nulla, disse l’uccello magnanimo, ma ora ascolta le mie parole-

-Ti ascolto o nobile Sergio piumato, parlami dunque, ma sii ratto che sono sulle tracce di colei che ha avvinto il mio cuore. Chi sei dunque?-

-Io sono il Chiurlo dal Becco Rosso,e devo metterti in guardia –

-E da cosa? Forse che io sono in pericolo? –

- Non ora, sei al sicuro, e lo resterai se non cercherai più la bella e fresca Eloisa, l’amore per lei ti sarà fatale: tu lo ignori, malinconico bipede implume, ma ella non è per te.-

-Ella è per me, o nessuna lo sarà mai! – gridò Abelardo disperato

-Sciocco, non potrete amarvi mai! La perderai! – gracchiò esasperato e terribile l’uccello

-Basta ora! Ho ascoltato a sufficienza le fandonie di un merlo parlante! – fece Abelardo esacerbato raccogliendo un sasso

-Non sono un merlo, fellone rosa e sputacchiante! – disse alterato il chiurlo.

Ma furono queste le sue ultime polemiche parole: il sasso di Abelardo lo colpì violentemente al capo e cadde morto dal ramo, come cometa nel buio cielo estivo.

Abelardo scosse la testa e continuò la sua strada, già immemore, ahimè, dei vaticini del saggio piumato, e Sergio non tornò nelle sue dimensioni atemporali e divine, ma il suo corpo rimase tra cipressi silvani e gatti se ne cibarono in quella giornata soleggiata.

 

Nembrot alle 14:32 in: prosa, prostata e poesia
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