Sotto il sole quasi spento, tra i fumi e i vapori che dai livelli inferiori salivano alle strade di superficie, a passo pesante e tardo andarono per innumerevoli viali e scale e poi corridoi chiusi tra soffocanti pareti nerofumo, scendendo sempre più nelle viscere di Karelias, passando da un livello industriale all’altro.
-Dove conducono queste vie?- chiese uno spaesato Abelardo all’ennesima ramificazione dei sentieri
-Nessuno lo sa più, molte di queste strade portano a settori di Karelias la cui memoria si è persa da tempo ormai, solo la città custodisce ancora gelosa questi segreti. –
Arrivarono a un lungo corridoio, meglio illuminato degli altri, con molte svolte e dislivelli, fino a che si trovarono davanti a una porta pesante che l’oste aprì sicuro con una chiave tirata fuori da chissà dove.
Entrarono in un ampio salone, alle pareti tavoli, mappe del sottosuolo di Karelias e numerosi strumenti che Abelardo non seppe riconoscere.
Lì si trovavano altre persone che subito guardarono incuriosite il giovane, che insomma se ci si trova in un luogo celato e segreto la cui esistenza non dovrebbe essere rivelata a chicchessia e all’improvviso entra un grasso ed ermetico oste con uno sconosciuto, bè insomma sorge qualche perplessità.
-Questi è Abelardo, colui che non sa di non sapere cose che è meglio tacere- li prevenne l’enigmatico oste
-Io sono Candide, e non so di sapere un sacco di cose che questo grasso taverniere ritiene doveroso chiamare segrete fingendo di conoscerle – si presentò un vecchio lì vicino – e questi sono altri dei nostri –
L’oste grugnì, Abelardo tossì, la porta cigolò e qualcuno in fondo alla sala vomitò.
Un silenzio imbarazzante seguì la presentazione, che alla fine era un movimento ribelle segreto e non l’associazione amici della filatelia, a ben pensarci.
-Pregevole sede, eccellenti signori- disse Abelardo tanto per dire qualcosa
-Ma ci pigli per il culo? È un buco in una fogna del cazzo!- disse qualcuno nella sala che forse così signorile non era.
- . . . -
-No-
-La mia intenzione, signori, è prendere parte alle vostre azioni, riportare la libertà in queste lande, sconfiggere i tiranni e ritrovare il mio perduto amore- disse Abelardo con tono deciso.
-Sei il benvenuto, ma attento, non inseguire Eloisa o vi perderete entrambi – disse il vecchio
-Io sono perso senza di lei –
-Sia come vuoi, forse è il tuo feage, il tuo destino-
-Forse-
-Già-