Non è casa non è alba d’amari sogni
di giorni di gloria di follie notti bianche
non sono mondi di irreale bellezza, non
vite non visioni d’autunno non assordanti
vuoti ciechi serici silenzi di neve.
E’ non sapere, è buio e incertezza, è non esserci
è sentire la morte passeggiare nel cortile, è esserci
e non vedere al di là delle verdi tende della mente
stracciare il velo profondo e vedere il grigio abissale sotto di noi.
Non c’è salvezza non c’è pietà è l’ordine omogeneo
la sacra follia di architetture irreali di angoli e
spigoli d’altri mondi d’altre visioni a noi negate
annegate in olio e acqua e putridi colori e suoni.
Cavalcate ratti, verso le bionde torri d’altre terre
che qui nulla v’è se non arida fine, non erba, non prati
non fiori, non risa.
Lacrime a bagnare l’umano stento quotidiano, sangue
a mascherare nelle notti di festa amara la cinica selvaggia sensazione
di sapere che se la vita ride
è perché pensa alla prossima mossa.