Le strade del chiurlo dal becco rosso che, ahimè, non venne ascoltato VIII
Si svegliò alle prime luci del giorno, di un giorno nuovo: senza più sole coperto da scarichi e fumi, ma cupo e concupiscente come solo in quella grande città avida se ne vedevano, un giorno che ti toglieva la vita succhiandola con forza.
Si svegliò alle prime luci che ,sebbene fievoli, furono per lui come lame negli occhi, la testa pesante per la vodka della notte prima.
Con passo incerto si avvicinò al padrone della bettola, grasso ed enigmatico oste che mesceva il suo vino con sapienza per i primi avventori del mattino.
-Cerco coloro che bruciarono la croce per non aver padroni – disse con voce impastata
-E chi cerca questi, di cui non so nulla se non che qualcuno ne è alla ricerca? –
- Io li cerco, il mio nome non è importante, lo ignorano certo come tu lo ignori –
-Eppure delle cose possediamo solo il nome, perciò lascia che tu sia mio –
-Ebbene Abelardo sono nomato, oste, e ora ti prego indicami i segreti rifugi di costoro-
-Se son segreti non sono rivelabili a chicchessia, comprendi, e io non so nulla di queste persone che tu vai cercando, mentirei a me stesso se dicessi di non sapere di sapere di non poter affermare di non conoscere l’ubicazione di tali forre. –
-. . .-
-Tuttavia mi è anche impossibile negarti che sebbene sappia di non sapere non posso non dire che non sappia di non conoscere dove si trovano i loro luoghi segreti – aggiunse l’ermetico taverniere
- Ottimo trattore, se non sapessi di non sbagliare affermando che tu conosci bene questi luoghi non ti chiederei di mentire dicendo di non conoscerli –
L’oste lo guardò in tralice
-Chi cerchi giovane? –
-Eloisa-
-O sei un folle o uno sciocco, ma certo non sei un traditore, vieni meco Abelardo, ti condurrò ai luoghi celati –
-La conosci? Dimmi ti prego chi è quella dama che mi rapì il cuore!- disse questi con impeto
-Se non lo sai è perché ci sono cose che non vanno rivelate se non quando è per loro il momento di palesarsi da sé. Ora seguimi e più non dimandare, ci sono cose che vanno taciute. –











