Every sperm is good

lunedì, 29 ottobre 2007

Tre cose che davvero non mi piacciono:
1)la metro a milano
2)i piscio-party nella metro a milano
3)sapere in partenza come finiranno film o situazioni

Ho visto un video si Sarkozy ubriaco al G8, son cose impagabili, lo stimo un po' di più e certo non mi dispiacerebbe prender parte al prossimo meeting tra lui e putin.
L'ennui à un manteau noir comme la nuit, e poi è la degna compagna di sere scure e assonnate.

Nembrot alle 22:24 in: penzieri paciosi
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Gobba? quale gobba?

sabato, 27 ottobre 2007

Oi piccoli bruchi ricordate di mandare l'orologio indietro di un'ora stanotte, sennò poi fate confusione con gli appuntamenti e si sa mai magari succedono cose brutte e questo noi non lo vogliamo, perciò ricordatevi dell'ora legale

Nembrot alle 12:53 in: comunicazione disservizio
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Rondas mallorcuinas

giovedì, 25 ottobre 2007

L'inverno lo si sente, si sente nel vento, nell'ara fredda, si sente negli alberi e in tante piccole cose, nel buio delle sei, nella brina nei campi al mattino, nel freddo pungente della notte da cui solo il vino preserva.
Mi sento vecchio in questi giorni, è la stagione, la dannata stagione e sono i pensieri brutti che a volte vengono nella notte come lame d'incubo.
E' grigio, con ampie zone di sereno, ma da quel grigio si fa fatica a tirarsi in piedi, ci resteresti per sempre a occhi chiusi come un bruco addormentato.
Tante cose cambiano per forza di cose, li chiamiamo accadimenti imprevisti, altre ancora cambiano per necessità, la chiamiamo maturità, altre ancora infine dovrebbero cambiare ma non lo fanno e non lo fai e lo chiamiamo destino.
Dovrei cambiare template questo mi sta saturando.
E quando saturano le cose poi traboccano e visto che qui nessuno è il dio di Plotino allora non è una buona cosa se le cose traboccano.
Non scordatevi mai di non essere il dio di Plotino, mai.

Nembrot alle 17:34 in: penzieri paciosi
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Jonny il linfonodo e l'apoplessia ischemica transitoria

lunedì, 22 ottobre 2007
Nembrot alle 13:08 in: lymph node jonny
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che schifo le incrostazioni del passato

domenica, 21 ottobre 2007

Non c'è cosa più divina che scoparsi la cugina dicevan gli antichi, al secondo posto metterei le piccole cose che solo gli amici possono dare.
Serate pazze, senza bisogno di andare in luoghi strani, dove se non sei ben tirato puoi andare a cacare, senza dover andare a ballare fino all'alba per fottere a ritmo il sistema.
Basta poco, un parcheggio e del vino e della birra sfidando i 4 gradi, un pub a barzana perso tra le industrie, il santuario di Ambivere cantando Al chiaror del mattin a scout ivi accampati.
E non importa che per andare da barzana a ambivere ci si mettano tre quarti d'ora perchè ciocchi e perchè per nulla pratici delle zone, che è bello perdersi nella bergamasca, nulla di più sublime che vagare per le stesse strade e rivedere lo stesso cartello per sei volte.
E si cerca il provinciale e si è da tutt'altra parte e io dò indicazioni per un posto, un altro per un altro posto, e queste si sommano si sovrappongono ed è il caos topografico primigenio, nel nulla cosmico vagare inventandosi una via, una strada propria.
Ed è più bella ancora la meta se il viaggio è siffatto.
E la serata va giù splendida, sebbene iniziata coi peggiori auspici, col paolo fermato per controlli; a proposito di controlli c'è da dire che la mia 500 è attualmente a riposo dopo che venerdì sera solerti sbirri fermatomi comunicatomi mancata revisione da effettuare entro il trascorso giugno, dopodichè ritiratomi libretto e fattomi pietoso permesso per tornare al mio domicilio.
Revisione fatta, forse già domani si torna in circolazione.

Un pensiero speciale e commosso ai maravigliosi discorsi in cui due parlano di una cosa, due di un'altra e i restanti di una terza ancora e tutti si pensa di parlare della stessa cosa.

Nembrot alle 12:05 in: giardinaggio e vita mondana
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Le strade del chiurlo dal becco rosso che, ahimè, non venne ascoltato X

mercoledì, 17 ottobre 2007

In quel cupo e concupiscente giorno Abelardo si sentì di nuovo vivo, la speranza persisteva, la ricerca non era finita: aveva trovato una traccia per quanto labile, quelle persone sapevano chi fosse Eloisa, sarebbe riuscito a scoprire dove trovarla.

Ebbe subitaneamente il suo primo compito, la realizzazione del neofita: mostrando quel coraggio di cui l’amore cieco lo drappeggiava avrebbe dovuto compiere un atto dimostrativo bruciando con fiamme alte e consumiste, non nel senso di grandi frequentatrici di centri commerciali però che una fiamma in giro per negozi sarebbe cosa assai singolare, e appunto consumando tra fiamme terrene preludio di quelle eterne tanto temute da quei creduli superstiziosi una delle principali Case della Luce, ovverosia quei ricettacoli di urlanti e peccaminosi bigotti che terminano in una delle tante guglie della grande città di pietra, cioè non che a terminare in guglie fossero i bigotti peccaminosi e urlanti ma le case della luce appunto.

E giunta la notte quieta e quiescente come bestia in gabbia pronta a scattare ecco Abelardo per via traverse e sotterranee e sotterfugi astuti penetrare nel grande cortile severo e grezzo di una di queste Case, ed eccolo avvicinarsi al portone pesante con passo leggero e lieve come di svelta lepre su coltre nevosa, ed eccolo versare il nero petrolio ed eccolo accendere la prima rosseggiante fiamma.

Ma.

Ma il gotico cielo della grande città insonne non venne illuminato da chiare fiamme e da quella notte non più quieta non più quiescente sbucarono tozze e terribili figure: le Guardie della Fede presero Abelardo e seco lo menarono, per vie dolorose attraverso la grande città che tutto vede e tutto punisce, fino al Palazzo, dove fu recluso in una stanza buia e fredda.

Immemore del tempo che passava, incosciente di quello che accadeva attorno a lui Abelardo sentiva solo la fiamma dell’amore che lo consumava dentro e così smagriva e vieppiù emaciato divenne il suo viso e ancor più malinconico il suo profilo incavato.

E come tutto diveniva anche lui subiva lo stesso processo e non fu più quello di prima ma un uomo solo in una cella fredda e buia dimenticato da tutti e di tutti dimentico tranne che della fresca Eloisa, un uomo lasciato al suo destino, senza più certezze o anche solo idee vaghe su ciò a cui andava incontro.

 

Nembrot alle 18:37 in: prosa, prostata e poesia
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Amysh paradise

martedì, 16 ottobre 2007
As I walk through the valley where I harvest my grain
I take a look at my wife and realize she's very plain
But that's just perfect for an Amish like me
You know I shun fancy things like electricity
At 4:30 in the morning I'm milkin' cows
Jebediah feeds the chickens and Jacob plows... fool
And I've been milkin' and plowin' so long that
Even Ezekiel thinks that my mind is gone
I'm a man of the land, I'm into discipline
Got a Bible in my hand and a beard on my chin
But if I finish all of my chores and you finish thine
Then tonight we're gonna party like it's 1699
We been spending most our lives
Living in an Amish paradise
I've churned butter once or twice
Living in an Amish paradise
It's hard work and sacrifice
Living in an Amish paradise
We sell quilts at a discount price
Living in an Amish paradise

A local boy kicked me in the butt last week
I just smiled at him and I turned the other cheek
I really don't care, in fact I wish him well
'Cause I'll be laughing my head off when he's burning in Hell
But I ain't never punched a tourist even if he deserved it
An Amish with a 'tude?
You know that's unheard of
I never wear buttons but I got a cool hat
And my homies agree
I really look good in black... fool
If you come to visit, you'll be bored to tears
We haven't even paid the phone bill in 300 years
But we ain't really quaint, so please don't point and stare
We're just technologically impaired

There's no phone, no lights, no motorcar
Not a single luxury
Like Robinson Crusoe
It's as primitive as can be

We been spending most our lives
Living in an Amish Paradise
We're just plain and simple guys
Living in an Amish Paradise
There's no time for sin and vice
Living in an Amish Paradise
We don't fight, we all play nice
Living in an Amish Paradise

Hitchin' up the buggy, churnin' lots of butter
Raised a barn on Monday, soon I'll raise anutter
Think you're really righteous?
Think you're pure in heart?
Well, I know I'm a million time as humble as thou art
I'm the pious guy the little Amlettes wanna be like
On my knees day and night scorin' points for the afterlife
So don't be vain and don't be whiny
Or else, my brother, I might have to get medieval on your heinie

We been spending most our lives
Living in an Amish Paradise
We're all crazy Mennonites
Living in an Amish Paradise
There's no cops or traffic lights
Living in an Amish Paradise
But you'd probably think it bites
Living in an Amish Paradise

Ahh-ahh-ahh-ahh-ahh-ahh
ahh-ahh-ahh-ahh-ahh-ahh-yecch
Nembrot alle 19:10 in: canzuonette giocose
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Cosa penseresti se fossi tu il robot maniacodepressivo?

lunedì, 15 ottobre 2007

Cioè dai insomma ecco è che, incipit, che schifo l'incipit, non di per se' ma come concetto, è un cazzo di scoglio scagliato a romperti le balle da un dio balzano, ah quanto dovrei essere a fare cose costruttive come fisiologia o comporre un puzzle, dio da quanto non faccio un puzzle devo farne uno diamine, mettere le tesserine una qui una lì con ordine logico concatenazione obbligata, destino già scritto si intravede la trama nessuna sorpresa, se hai dubbi guarda la scatola.
Da due a più giocatori, come l'amore quasi, da due a sei giocatori è amore, dai sei in poi è solo sesso, pari sia chiaro, mai come i fiori, che non siamo fiori nonostante la storia delle api e dei fiori, che poi credo sia ancora meno chiara del triviale su e giù che tanto sollazza grandi e piccini.
Ci credete che i maiali non possono guardare il cielo? io no, se sei un maiale un minimo ripigliato ti sdrai sulla schiena.
E i maiali sono assolutamente in grado di arrivarci, se non avete mai visto, fratellini, un maiale sulla schiena è perchè vi prendono per il culo.
Cosa c'è difatti di più logico per un nobile animale come il maiale che irridere il proprio boia? Ci ridono in faccia quelli e intanto noi siam lì come dei cretini a inventar cose e cose e cose.
Del maiale non ci butti via nulla e con quel che resta ci fai i salvadanai, non so perchè parlo di maiali, forse perchè l'uomo mi annoia un po', oggi quantomeno.
Potrei parlare di tante cosette e invece no sto qui a disquisire di cazzate, è la pennellata ultima al sublime paesaggio del relativismo metafisico teosofico e varicoso.
Tanta gente sarebbe vigliacca, se solo ne avesse il coraggio, chi l'ha detto? boh non ricordo ma non è importante, voi attoniti piccoli lettori limitatevi a riflettere su questa cosa, ecco: libere riflessioni su questo tema, mal che vada avrete sprecato cinque minuti a fissare il monitor o il muro o un porno in pausa.
Se applico una differenza di potenziale abbastanza potente a un uomo questo muore.Sono le maraviglie della fisiologia signori.
E' la stanchezza probabilmente, è l'ennui, che bello sellare lo spleen e lasciarcisi portare e vai lontano e vedi cose che non sono terrene vedi idee e sensazioni e ingegni multiformi e vacche pluripare, enormi vacche pluripare.
Se attacco una donna a una mungitrice automatica proverà piacere?
Se ti masturbi diventi cieco davvero?
Se metto un cappello a un cammello questo mi sputerà in faccia?
Sono domande esiziali piccoli miei, date retta a me.
Non v'è futuro fuor di metafora.
Ricordatelo sempre.

Nembrot alle 19:13 in: foolish
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Ho visto tante cose da raccontar, ma giammai la polenta volaaaar

domenica, 14 ottobre 2007

Grande ritorno in quel delle cascine beretta, primi a inaugurarle post restauri (peraltro pare non sia cambiato nulla, quindi 'sti restauri boh).
Il vino è vinaccio come sempre ma ti prende non poco e dopo i primi bicchieri non ci fai più caso, i casoncelli son buoni, pastosa la polenta opinabile la grigliata, ma l'ambiente è impagabile.
Sarà un regredire all'asilo ma tirarsi vino pane e pollo è sempre spassoso, anche se ora ho vestiti da lavare e polenta sotto le scarpe e altre robe sparse in macchina.
Bella la cena, ottimo il dopo, complimenti a pessi che è riuscito ad arrivare in piedi fino alla fine della cena (suo record personale era stato un essere già sdraiato a terra ciocco subito dopo gli antipasti) e va menzionato un paolino in forma smagliante a parte l'oretta in cui ha dormito nel cortile.
Peraltro pessina sa essere fastidioso come poche cose quando vuole, ed è un caso che non mi abbia fatto fare un frontale visto che già non si era lucidissmi, per di più mentre guidavo dovevo tenere sotto controllo la gente dietro e quel pirla che toccava tutti i tasti e buttava i fogli in giro per l'auto, ma il bloccasterzi ha ristabilito l'ordine.
Tentando di andare alla contrada, con pessi e inox che sono riusciti a dirmi ben 5 strade diverse per arrivarci, tutte sbagliate, non sapendo che avesse cambiato nome quel posto di merda, non sapendo dove fossi, dopo un discorso sconclusionato con un giovine con la macchina ribassata, presi l'autostrada, uscii a Capriate, la ripresi, e tornai indietro, ma alfine ce la si fece.
Ad ogni modo nonostante tutto per le otto si riuscì a tornare a casa, il che non è mai malaccio.

Nembrot alle 12:36 in: giardinaggio e vita mondana
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I'm a man of the land I'm into discipline

venerdì, 12 ottobre 2007

Tante volte le parole non escono automaticamente, non fluiscono così naturalmente come succede, per quanto possa essere un paroliere diarroico questa volta non mi è stato facile tirar fuori qualcosa su quel mercoledì sera che mi vide ventenne alfin.
Eppure nulla di più avrei dovuto desiderare o pretendere o sperare, perchè per quanto fosse tutto apparentemente semplice è stato in realtà il regalo migliore che Chiara potesse farmi.
E davvero mi pare splendido a ripensarci tutto quanto, la torta e i biscotti. i mille mila cuori bruciati e non, gli auguri biscottati, i regali davvero graditi, la serata un po' natura un po' revival, e davvero non ha prezzo mangiare la torta a lume di candela in mezzo a un prato, nonostante l'ostica vicinanza di calciatori urlanti, che davvero non posso chiedere di meglio.
Che avere del tempo con te.
Che avere te con me.

Forse ho scritto non molto, forse apparirà un qualcosa di ristretto, di non bastante, avrei potuto scrivere cose più assonanti, più ricamate, ma io credo che non è qui che posso dimostrare davvero tutto quello che provo, che più che con le parole è coi gesti e la quotidianità che certe cose possono uscire fuori come devono, lontano dai pruriginosi sguardi dei più, dove solo l'albatro sta, noncurante delle attenzioni lente e antiche di chi vede l'infinito nell'umor vespertino di un bacio sentito.

Nembrot alle 17:31 in: la mi vida
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