Guardatene bene, o Bamba, se in vita ambisci restare

domenica, 30 dicembre 2007

Il silenzio è cura necessaria a volte, è come un peso che non ti riporta a galla ma a sguazzare tra le alghe amare nel fragore salmastro di onde cupe e acqua come pece.
E se l'assenzio non è il mio solo vizio, quanto l'assenza e l'assenso alla stessa, assenso silente e brutale nel suo reiterarsi ciclico come un rito, e se ora le mie mani sono avvelenate non è per viltà nè per leggerezza o candore, non è colpa se non ricade sui figli dei figli, il marchio di Caino, il marchio a falce, precipitato appiccicoso di nonsensi.
Non si può dire cosa sia vita, cosa sia coscienza, si può dire solo cosa non lo è, l'antivigilia del nostro sonno, la madre di tutti i destini; è come guardare stelle lontane e domandarsi se in quegli occhi cavi c'è ancora qualcosa che valga la pena trovare.
Non è nella meccanica sequenzialità di atti e superstiziosi gesti che si trova il vero, nè nella banalità pensosa delle religioni, non si trova se non in se stesso racchiuso e celato che non è pane per noi che pur i denti li abbiamo buoni.
Non c'è dissesto peggiore del dissenso, è dissenteria d'idee vane e vuote e un guscio di noce non va da nessuna parte, con o senza rondini.
L'attesa può essere oscenamente inutile, un misero spreco di se stessi come adornare bruchi di nastri e merletti: non v'è nulla al di fuori del nulla medesimo che si ammanta di reale.
E se reale realmente c'è esso è feroce come un pomeriggio d'inverno, ti stringe ti toglie il fiato ride di te stronca ogni parola tra i denti ti trovi a mordere polvere e cuoio.
Ritrovarsi a pensare se stessi pensanti è la maniera più igienica per accordarsi ai toni incalzanti di una musica soffusa come un tramonto.

Nembrot alle 15:14 in: penzieri paciosi
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Le cose sono facili

lunedì, 17 dicembre 2007

Cosa vuoi che ti dica, che ho i capelli più corti o che per le mie navi, son quasi chiusi i porti?

Tagliati i capelli, e il primo commento è stato un "ma sembri un ufficiale a riposo!!"
Non so se sentirmi tipo ufficiale gentiluomo col richard gere o generale attempato in pensione

Nembrot alle 16:39 in: la mi vida
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E' un barbatrucco

domenica, 16 dicembre 2007

Giovedì 13 dicembre, Berlusconi alla notizia della nuova indagine su di lui per corruzione: La macchina della magistratura rossa si è messa in moto

Sabato 15 dicembre, Berlusconi: non ho mai attaccato la magistratura

 

No davvero da, fa ridere, insomma se lo dicesse il gioppino o pulcinella in un teatro di burattini sarebbe un momento di alta pantomima

Nembrot alle 19:44 in: pregnant quotes from nowhere
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Il trenino dell'amore in bagno?

sabato, 08 dicembre 2007

C-questa fabbrica è del papà di S. se non sbaglio
A-Fabbrica di?
C-del papà di S.
A-No, intendo, fabbrica di che cosa fabbrica?
C-ah, fanno macchine che disegnano macchine
M-è il signore delle macchine!
A-Ma se le macchine disegnano macchine allora Bonfy cosa disegna?
M-Lui disegna l'energia

Discorsi da macchina

Peraltro che postaccio diventa il movida il venerdì sera, e soprattutto che gente assume? ero quasi imbarazzato per quello che credo volesse essere il digei, un trentenne che continuava a cianciare di orge nei bagni.
Bah.
Madagaskar-Roumania! hoppa!

Lipoproteina

giovedì, 06 dicembre 2007
Nembrot alle 19:42 in: doc
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Spleen Riding

lunedì, 03 dicembre 2007

 

 1 Castore
                                                                                                      2Polluce
3 Saturno
4Venere
5 Mercurio

Forse vi chiederete perchè, ma forse non sono affari miei

Nembrot alle 17:56 in: foolish
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Ceci n'est pas un post

domenica, 02 dicembre 2007

Scrivere è un buon metodo per dimenticarsi della caducità di un sacco di cose, è un modo come un altro forse migliore di quell'altro di sentirsi più che animali spinali.
Sebbene io non abbia nulla contro gli animali spinali, purchè abbiano il buon gusto di camminare a quattro zampe o almeno trascinando le nocche per terra.
La verità è che ti trovi ballonzolante nel vuoto e ti ci trovi bene, la verità è che mi rendo conto che a volte ignoro le responsabilità fingendomi troppo occupato per pensarci, di solito funziona ma se ne scrivo vuol dire che nel sistema c'è una falla.
Non sono cose grosse per carità, più cose tipo quando mi dicono fermati che discutiamo di quello che fai non dovrei addurre impegni o se penso di trovarmi un lavoro potrei decidere di farlo più in fretta di come sto facendo.
E' che mi piace il pigro scivolare dei piaceri, a chi non piace? Certo sarà meglio riprendere un po' anche le altre cose.
Potrei fare tante altre cose, tipo andare su una scogliera e fingermi un'apparizione di Woitjla, ma credo che sarà meglio fare ciò che devo.
Però l'idea dell'apparizione è quantomeno solleticante.

Nembrot alle 18:47 in: penzieri paciosi
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S.S. dei Naufragati

sabato, 01 dicembre 2007

e venne dall’acqua, e venne dal sale
la penitenza dalla mano del mare
il capitano s'avanza e niente si puó fare
vuole una morte, la vuole affrontare
e lí l’aspettava, dove il sole cala
cala e non muore, e l’acqua non lava
e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
e i fuochi s'accendono e danzano fatui,
sull'acqua che è gialla di oblio di strega e petrolio
e il vento non alzava, e il mare imputridiva
legati a un solo raggio, come presi in ostaggio 
e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato
e il demone ch’é suo, adesso vuole mio
e brinda con il sangue giura anche per me all’odio ci convince,
che se é la sua che vince, dev’essere anche mia
e gli occhi non videro, non videro la luce
non videro la messe, che altri non l’avesse
e il cielo fece nero, e urló la nube al cielo
e s’affamó d’abisso, che altri non prendesse
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
salvami il cuore
Matri mia, le ossa nell’acqua
anime bianche, anime salvate
anime venite, anime addolorate
che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
due soldi d'oro, due soldi per l'onore, che io abbia il pegno
per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
vieni spettro del tesoro
la vela tende, il vento se la prende
la vela cade, le remi allontanate
e accese sui pennoni
i fuochi fatui, i fuochi alati
della Santissima dei naufragati 
il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
e nessun angelo venne a levarci la croce
e il legno cedeva all’acqua suo pianto
la vela cadde, l'arsura ci prese, la sete ci asciugó
acqua, acqua, acqua in ogni dove
e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
spegnevano la voce, nel nome dell’odio
che tutti ci appagó, il cielo rigó di sbarre il suo portale
il volto di fuoco, dentro imprigionó
lo spettro vedemmo venire di lontano
venire per ghermire, nero di dannazione
vita in morte, vita in morte era il suo nome
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, salvezza prendimi
questa é la ballata di chi si é preso il mare
che lapide non abbia, ne ossa sulla sabbia
né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati
O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietá.



Nembrot alle 10:46 in: canzuonette giocose
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