E’ ben oltre il visibile quello che qui deve spaventarti, sotto questi prati verdi stanno i morti a nutrire i giovani arbusti, nel sangue poggia le radici il bosco antico.
Non è in ciò che vedi che sta la tua angoscia, ma nel sottile e sotterraneo continuo scavare dei tuoi dubbi, in un lavoro lungo e metodico che ti lascerà vuoto.
Nelle sconfinate praterie di queste terre, nell’erba alta, lì trovi il suo reale volto: armature e spade ad arrugginire da secoli, ossa a biancheggiare sotto il sole, orbite vuote a guardare trasognate ricordi di antichi massacri.
Non senti il clangore dell’odio?
Lo scorrere lento del tempo?
Il nitrire dei cavalli?
Eppure proprio qui sventolavano stendardi, risuonavano corni e grida d’uomini vivi, eppure ora nulla resta se non l’erba a ricoprire tutto e quel piccolo fiume dalle acque nere e turbinose.
Nulla più della gloria, nulla più dell’onore.
Conosci tu l’onore?
Non v’è traccia più in queste contrade, solo un velo tetro che copre tutto, non più fasti, non più ori per chi ormai non è che polvere e ossa e vecchi ferri, a nutrire quella terra assassina.
E ora i cavalli che furono possono solo ricordare come era correre ora che non sono che ricordo, non possono che nitrire di notte l’orrore dei sogni di morte.
E sempre rivivere quel giorno di morte.
E sempre rivivere la morte e la paura, l’odore acre della fine, quel vento pesante e l’umidità della palude, e quel sole impietoso che accecava e non scaldava, e quel giorno ebbero freddo gli uomini nelle loro armi pesanti, un brivido interruppe i canti e le grida, e tutti videro che sarebbe stato giorno di morte.
Non c’è ora neppure quasi il ricordo di quelle armate immense, pronte a scatenare il tuono per un qualche loro dio e ora nulla più che materia sotto l’erba verde.
Dove sono gli ideali, dove quegli uomini che si sentivano immortali?
Non siederanno più alle loro tavole che ormai non sono che macerie e dolore.
Non è in ciò che vedi l’orrore vero di queste terre ma in ciò che contengono, non nell’apparenza ma nel profondo dei suoi occhi neri.
Davvero credi che ci sia una via d’uscita?
Non ve ne sono state mai, non qui, non c’è nulla da raggiungere e se anche ci fosse sta sicuro che lungo la via già è stata decretata la fine del tuo viaggio.