verderame sulle unghie

venerdì, 31 ottobre 2008

Sono note, notti, notturni di nottole
sono suoni privi di voce, richiami di caccia
occhi persi a guardare l'abbacinante sorriso
di una mela, ma lo conosci già
è la paura che assale chi spezza i desideri.

Non ferirti con quello che ami,
non usare quella piuma per tagliare i fiumi dei tuoi polsi
non macchiare la candida sera di certezze
e la seta serica carica di sogni e pudori.
Non l'aleatoria baldoria dei folli.

Chi sei? lo ricordi?

Non cerchi che ciò che sai
dubbio.
Non cerchi che ciò che sai
non poter trovare.
Non cerchi che il fumo della luna davanti agli occhi.

Respira la sera senti i sussurri
pesanti tra le foglie.
Senti l'autunno morire, cadere le stelle.
Senti la solitaria canzone del salice bruciato.
Piangi le tue lacrime per chi
più non ne ha.

Ruota nel buio della stanza, senti nascere
a distanze sideree
la nuova alba.

Nembrot alle 20:00 in: prosa, prostata e poesia
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Il bianconiglio spacca i culi

domenica, 26 ottobre 2008

Vi siete ricordati di tirare indietro di un'ora gli orologi, vero?

Vero?!

Nembrot alle 10:13 in: comunicazione disservizio
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Punic War I

venerdì, 24 ottobre 2008

E’ ben oltre il visibile quello che qui deve spaventarti, sotto questi prati verdi stanno i morti a  nutrire i giovani arbusti, nel sangue poggia le radici il bosco antico.

Non è in ciò che vedi che sta la tua angoscia, ma nel sottile e sotterraneo continuo scavare dei tuoi dubbi, in un lavoro lungo e metodico che ti lascerà vuoto.

Nelle sconfinate praterie di queste terre, nell’erba alta, lì trovi il suo reale volto: armature e spade ad arrugginire da secoli, ossa a biancheggiare sotto il sole, orbite vuote a guardare trasognate ricordi di antichi massacri.

Non senti il clangore dell’odio?

Lo scorrere lento del tempo?

Il nitrire dei cavalli?

Eppure proprio qui sventolavano stendardi, risuonavano corni e grida d’uomini vivi, eppure ora nulla resta se non l’erba a ricoprire tutto e quel piccolo fiume dalle acque nere e turbinose.

Nulla più della gloria, nulla più dell’onore.

Conosci tu l’onore?

Non v’è traccia più in queste contrade, solo un velo tetro che copre tutto, non più fasti, non più ori per chi ormai non è che polvere e ossa e vecchi ferri, a nutrire quella terra assassina.

E ora i cavalli che furono possono solo ricordare come era correre ora che non sono che ricordo, non possono che nitrire di notte l’orrore dei sogni di morte.

E sempre rivivere quel giorno di morte.

E sempre rivivere la morte e la paura, l’odore acre della fine, quel vento pesante e l’umidità della palude, e quel sole impietoso che accecava e non scaldava, e quel giorno ebbero freddo gli uomini nelle loro armi pesanti, un brivido interruppe i canti e le grida, e tutti videro che sarebbe stato giorno di morte.

Non c’è ora neppure quasi il ricordo di quelle armate immense, pronte a scatenare il tuono per un qualche loro dio e ora nulla più che materia sotto l’erba verde.

Dove sono gli ideali, dove quegli uomini che si sentivano immortali?

Non siederanno più alle loro tavole che ormai non sono che macerie e dolore.

Non è in ciò che vedi l’orrore vero di queste terre ma in ciò che contengono, non nell’apparenza ma nel profondo dei suoi occhi neri.

Davvero credi che ci sia una via d’uscita?

Non ve ne sono state mai, non qui, non c’è nulla da raggiungere e se anche ci fosse sta sicuro che lungo la via già è stata decretata la fine del tuo viaggio.

 

Nembrot alle 18:53 in: jayrbush pray
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Nauplia is burning

mercoledì, 15 ottobre 2008

Scrivo.
Non che sia sorpreso di ciò, era così, per dire.
Per parlare di qualcosa.
Oppure parliamo del fatto che adesso come adesso avrei poco da scrivere, un po' perchè sono di corsa, un po' perchè sono stanco morto, un po' però anche perchè sto proprio bene.
Non fraintendetemi amici e vicini, è solo che quando si sta così tanto bene, quando si ha la pancia piena allora le parole vengono in maniera diversa.
Un po'.
Un po' no, un po' ne avrei di cose da dire, ma ho così poco tempo, ci frega sempre sta cosa, d'altra parte non è che uno può fare lo scrittore par time.
Cioè sì, può, ma è scomodo.
Sono stanco, domattina vedrò di dormire un po'.
Babaua!

Nembrot alle 19:48 in: la mi vida
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babaua

sabato, 04 ottobre 2008

Un po' di cose ieri, tra cui il mio primo giro in sala operatoria, che comunque era una cosa a cui tenevo direi, quindi buono pure quello.
Poi vabbè, era il mio ventunesimo e la chiara non si è certo risparmiata nel farmi passare una bella serata facendomi altresì adorabili e graditissimi doni, ovvero un profumo (di cui causa raffreddore non posso però sentire l'odore), un bagnoschiuma, un maglione a rombi e una camicia, oltre a un bigliettino che tanto piccolo non era e che davvero era tanto bello e inaspettato!
Metterò in loco delle foto prima o poi, oggi non me le carica

Nembrot alle 10:48 in: ricorrenze da ricordare
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Devo girarmi a picchiarti?

mercoledì, 01 ottobre 2008

Sala per endoscopia, da immaginare un vecchio con addosso solo una specie di camicia da notte e con un tubo nel culo, un medico, un quasi medico (ovvero io) e due infermiere (1 e 2)
Doc - Guardi tutto bene, non ha nulla
Vecchio - Eh dottore ma ho anche un altro problema
D - dica
V - eh, se sto tanto tempo in macchina a guidare mi viene lo stimolo di urinare
D- ...
Io - ...
inf. 1 - ...
Inf. 2 -...

Nembrot alle 17:36 in: doc
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