Why not
Non c’è strada che porti lontano da qui, non c’è via che conduca in un luogo sicuro, non v’è più casa, non un focolare o volti amici ad aspettarti.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, ma non potrai mettere mai abbastanza miglia tra i tuoi occhi e i denti dei pesci, ossa bianche di un candore baluginante che ti inseguono nella notte più cupa tra i più incerti sentieri.
Non sei mai solo qui.
Attraverso i boschi, le paludi, le distese aride, i prati e le acque morte non c’è futuro lineare, solo un ciclo senza scampo tra il terrore e il bisogno.
E tu pendolo altalenante oscillerai per sempre in questa cassa terribile coi tuoi fessi rintocchi senza futuro, senza passato, solo un presente infinito come l’abisso ai tuoi piedi, un tempo che non esiste più permeato di incoscienza in cui cullarti piano, in cui dormire.
Ci sono certe sere qui in cui le grida si spengono, i pesci dormono il loro sonno senza memoria e appaiono costellazioni sconosciute nel cielo scuro e sereno.
Sono notti in cui provi la vera serenità, anche se tutto attorno a te sta cadendo a pezzi, anche se tutto quello che fai è la cosa sbagliata.
Riesci a volte a trovare la ragione anche nelle peggiori follie, trovi l’amore nell’abbraccio insidioso delle brume del mattino: senti l’anima battere all’unisono col cuore sotto la fredda luna che si riflette nel mare.
Guarda la pallida falce, la tenue luminescenza irreale che emana, ascolta in silenzio sentirai la sua nenia giungere a te attraverso le stelle, il riverbero dell’universo nelle tue orecchie.
Senti il nulla specchiarsi nei tuoi occhi, nei pozzi vuoti e neri di un animo intrappolato nel vasto cosmo, senti sulla tua pelle i venti gelidi che spazzano gli astri ormai spenti.
E’ tutto quello che hai di reale di fronte a te, l’essenza stessa della realtà di cui tu sei espressione rifratta e aberrazione.
E’ l’unico legame che rimane tra te e quello che definivi il tuo passato in un mondo in cui il tempo ancora faceva valere le sue leggi.
Non disprezzare quel nulla cupo sopra di te.
E’ tutto ciò che davvero possiedi.
E’ tutto ciò che hai.











