Soverchio
Si diceva, no non proprio, si pensava, sì ecco, si pensava che all'incirca suppergiù ci sono due cose contrastanti, un' ambivalenza, ecco da un lato la coscienza del male fatto, alla dostoevskij insomma, aver tradito le persone a cui tenevo, gli amici, me stesso. Ebbene sì anche me stesso no? per dire l'innocenza, i sogni e gli ideali e tutto il contorno.
E se da un lato c'è questa consapevolezza del marcio che ti circonda si diceva che pur mi sento dimidiato e quindi dall'altro c'è pure, la speranza di aver fatto qualcosa di meno sbagliato.
E sia, non che bilanci certo, è una pesa iniqua ma pur c'è.
Chiamiamola speranza, chiamiamola illusione, ma c'è.
Un'illusione mi seppellirà, una di troppo.
Nel frattempo c'è speranza, nel futuro, nel cambiamento, in un sano cambiamento.
ma cosa è sano?











