L'idea fa un po' schifo a dirla tutta, però è venuta così, d'amblais, e tanto vale. E' che un po' pensavo a un bel libro e un po' a un pessimo film, e in generale agli scrittori sudamericani e al fatto che tutto quanto sta nei loro libri e , immagino, nella loro testa sia l'amore, ma un'amore malato abbarbicato, soffocato, dalla morte, dal lezzo, quasi riesci a immaginarti amanti appassionati ma deteriorati, di un giallo itterico, quasi senti i loro lamenti e vedi le mosche danzare nel caldo pomeriggio dei caraibi. Terribile a tratti, ma anche assolutamente splendido a suo modo.
E sullo sfondo il destino ineluttabile e accanito a distruggere tutto, e la sorte troia che però con te non va mai, e ti ritrovi a invecchiare in un patio assolato e solitario, tu e un albero, più vecchio di te, ad aspettare la fine sotto lo sguardo del tramonto sul malencon.
Assolutamente superbo, molto al di sopra del nostrano decadentismo, una sublimazione e una trascendenza riguardo a quello che a conti fatti possiamo e vogliamo definire una decadenza del corpo e dell'anima. il tutto messo a macerare al sole.
Panta rei per sopportare tutto e panta loni per sopportare il freddo e la vergogna.
Qui non c'è più molto da sopportare se non il peso di se stessi il che da un lato non è la fine del mondo, dall'altro lato è però un problema non da poco essendo improponibile un'autoseparazione. Molto più fattibile un'autostrada, ma di quella ne ho già abbastanza dopo tre soli giorni in quel di Cinisello Balsamo, ridente borgata della ridente brianza. No direi che fa discretamente cagare.