Ottantenne, donna, operazione in laparotomia, chissà lei cosa pensava, magari ai nipoti rimasti a casa, alla figlia che la andrà a trovare nel pomeriggio, magari pensava a quando sarebbe tornata al bingo con le amiche o anche solo al mercato a far compere.
E invece?
E invece si apre si trova un tumore e ci sono metastasi a fegato, mesocolon, cistifellea, stomaco e peritoneo, all'interno un caos devastato di malattia e morte.
E non puoi non pensare che la merda vera è ovunque, e non nei tuoi miseri vissuti da gente meccanica, di picciol affare.
E non puoi non pensare che la melodia della vita abbia un che di stonato e che tu non puoi conoscerne davvero la partitura.
Quella donna forse morirà presto, nella migliore della ipotesi la aspetta la chemio per gli anni che le restano, una vita molto più difficile.
Spero abbia vissuto a fondo, perchè il suo tempo è probabilmente finito.
Non è saggio sprecare il tempo, non è saggio prendere tempo, nè attendere eventi, meglio crearli, possedere l'attimo e farne creta da modellare nelle proprie mani.
Farsi demiurghi di se stessi.