effetto di primo passaggio

sabato, 31 ottobre 2009

Fino a poco fa non sapevo assolutamente che cosa pensare, ora temo di saperlo fin troppo bene, ma sicuro tempo un'ora scarsa e nuovamente annasperò nello stagno dell'incertezza esiziale. è una sorta di giostra, ma una giostra affatto piacevole senza cavalli o cose del genere, un su e giù di alterni stati che si inseguono e si susseguono.
Tutto questo non lo considererei troppo benefico per il sereno equilibrio di una persona, tantomeno per quanto riguarda me, eppure in questo serrato binario bipolare non vedo che l'unica via possibile, al momento, a meno di non voler mentire a se stessi.
E se si comincia a mentire a se stessi si scivola in qualcosa di anche peggiore. No buono.

Nembrot alle 14:48 in: la mi vida
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Cthulhu

martedì, 15 settembre 2009

Non lo so, che sembra una cosa così ma mai come in certi momenti ti rendi conto di quanto sia difficile cercare una spiegazione razionale che sia una.
Mai come in certi momenti mi sono sentito così lontano da una qualsiasi cosa si possa definire benessere.
Nonostante ciò oggi ho imparato delle cose:
-le scarpe di tela non vanno bene quando piove
-quando si tagliano le cose coi coltelli bisogna stare attenti o ci si taglia
-Gli amon duul sono una comune nata negli anni 60 vicino a monaco di baviera e facevano lunghe sessioni di percussioni
-"Il pesce vivo nuota nell'acqua" è la traduzione italiana di una frase completa di cui, nelle tre lingue urgofinniche più diffuse (finlandese, estone e ungherese) si riesce ancora a riconoscerne la comune origine, tracciabile al comune antenato delle tre lingue.

Nembrot alle 21:50 in: la mi vida
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casini, noto frequentatore di se stesso

martedì, 02 dicembre 2008
Nembrot alle 20:48 in: la mi vida
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Nauplia is burning

mercoledì, 15 ottobre 2008

Scrivo.
Non che sia sorpreso di ciò, era così, per dire.
Per parlare di qualcosa.
Oppure parliamo del fatto che adesso come adesso avrei poco da scrivere, un po' perchè sono di corsa, un po' perchè sono stanco morto, un po' però anche perchè sto proprio bene.
Non fraintendetemi amici e vicini, è solo che quando si sta così tanto bene, quando si ha la pancia piena allora le parole vengono in maniera diversa.
Un po'.
Un po' no, un po' ne avrei di cose da dire, ma ho così poco tempo, ci frega sempre sta cosa, d'altra parte non è che uno può fare lo scrittore par time.
Cioè sì, può, ma è scomodo.
Sono stanco, domattina vedrò di dormire un po'.
Babaua!

Nembrot alle 19:48 in: la mi vida
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Paillettes&Pallets

venerdì, 08 febbraio 2008

Qui è un po' primavera oramai, c'è sole, c'è caldo, c'è odor di marzo ormai, tutto questo per dire nulla, però un incipit serve o si rischia un'incipiente calvizie.
Come direbbero i critters "noi delle date non ci curiamo" perciò mi ritrovo qui a dare il giocondo annuncio di una composita sorpresa fattami da Chiara, che inaspettata giunse con strenne amorevoli che nella fattispecie spessamente e infattamente sono rappresentate da: un cappotto non leggero ma nemmeno pesante, da mezza stagione (sperando esistano ancora) insomma, invero assai carino e grazioso! un paio di boxer (e non di boxeur, che il giorno che mi manderà a casa un paio di boxeur probabilmente ci sarà della ruggine tra noi) anche loro certo belli, e apprezzati, anche se si sostiene che i miei siano old fashioned (non nel senso che non li cambio, ma come taglio, forma, fattezza)! e infine il più bel biglietto che potesse fare, ovverosia scritto nelle prime pagine di un Moleskine infattamente e qualunquemente dedicato a quel di Dublino, una sorta insomma di guida per Dublino da compilare nel mentre la si visita, con tante cartine, sezioni, biglietti e quanto altro possa servire a un siffatto viaggiatore!
Si allegano foto, siore e siori


Vi risparmio la foto dei boxer in quanto indossanteli (per quanto sappia non vi dispiacerebbe, zozzoni)
In ultimo, the last but not the least, at last neither butter madama butterfly, i più sentiti ringraziamenti a quella così cara persona che qualunquemente e stoicamente sopporta me e tutto ciò che ne consegue da più di sette mesi, che non è poco, e meriterebbe anche solo per questo mille mila rose, senza spine che sennò sommergerla diventerebbe vendetta e non uno splendido e dovuto presente (cosa che invece è).
Quindi grazie, perchè davvero li ho apprezzati e davvero erano belli, e non potevano non esserli dal momento che li hai scelti tu!
Grazie mille amore, peraltro ora che ci ho la guida di Dublino ci si dovrà andare per forza!

Nembrot alle 14:27 in: la mi vida
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Le cose sono facili

lunedì, 17 dicembre 2007

Cosa vuoi che ti dica, che ho i capelli più corti o che per le mie navi, son quasi chiusi i porti?

Tagliati i capelli, e il primo commento è stato un "ma sembri un ufficiale a riposo!!"
Non so se sentirmi tipo ufficiale gentiluomo col richard gere o generale attempato in pensione

Nembrot alle 16:39 in: la mi vida
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Donne donne è arrivato l'arrotino

domenica, 18 novembre 2007

Mi sono svegliato alle cinque e mezza, ho avuto freddo per la maggior parte della giornata, minimo covo un'influenza, ho occhiaie che nemmeno i tossici da più settimane ormai, sono stanco e vorrei solo dormire e mi ritrovo ad ascoltare il Bepi pensando a quanto mi sto integrando oramai.
E nulla e pensavo a tante cose alle cose andate e alla presente e a quanto è bella, a quanto mi piacciono i suoi capelli e tutto il resto, a quanto poco sia salutare dormire poco, a quanto vorrei una foto da appendere e che lo farò appena avrò tempo, e al poco tempo libero che ho, e a quanto di più vorrei averne per lei, e pensavo a parole dette che non è facile che si dicano ma quando accade è più bello e non poco più bello ma più bello tanto, davvero un sacco, come dire millemila.
Alla televisione danno per l'ennesima volta ritorno al futuro, il ragazzo ha fatto non ricordo più che altri film, per la cronaca è il terzo film, ma vabbè, strade'lla basa che ora non mi ci perdo più come prima.
Quel 3 luglio ha cambiato molte cose e sono davvero contento di esser riuscito a portare avanti una cosa nonostante le difficoltà e perplessità iniziali.

Nembrot alle 18:20 in: la mi vida
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I'm a man of the land I'm into discipline

venerdì, 12 ottobre 2007

Tante volte le parole non escono automaticamente, non fluiscono così naturalmente come succede, per quanto possa essere un paroliere diarroico questa volta non mi è stato facile tirar fuori qualcosa su quel mercoledì sera che mi vide ventenne alfin.
Eppure nulla di più avrei dovuto desiderare o pretendere o sperare, perchè per quanto fosse tutto apparentemente semplice è stato in realtà il regalo migliore che Chiara potesse farmi.
E davvero mi pare splendido a ripensarci tutto quanto, la torta e i biscotti. i mille mila cuori bruciati e non, gli auguri biscottati, i regali davvero graditi, la serata un po' natura un po' revival, e davvero non ha prezzo mangiare la torta a lume di candela in mezzo a un prato, nonostante l'ostica vicinanza di calciatori urlanti, che davvero non posso chiedere di meglio.
Che avere del tempo con te.
Che avere te con me.

Forse ho scritto non molto, forse apparirà un qualcosa di ristretto, di non bastante, avrei potuto scrivere cose più assonanti, più ricamate, ma io credo che non è qui che posso dimostrare davvero tutto quello che provo, che più che con le parole è coi gesti e la quotidianità che certe cose possono uscire fuori come devono, lontano dai pruriginosi sguardi dei più, dove solo l'albatro sta, noncurante delle attenzioni lente e antiche di chi vede l'infinito nell'umor vespertino di un bacio sentito.

Nembrot alle 17:31 in: la mi vida
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en passant

venerdì, 07 settembre 2007

questo post non resterà qui  a lungo, non che creda che interessi a qualcuno, del resto se scrivo ho sempre scritto per me e non per terzi, comunque tornato eppure con un senso di vuoto.
Un'ottima vacanza con un'ottima persona, con qualcuno a cui tengo davvero nonostante le incomprensioni che a volte nascono.
Nonostante possa avere un ego che confina con l'austria non posso non ammettere che a volte abbia bisogno di un freno per le cazzate, che a volte le cose escono a caso e insomma poi si prenderebbero a testate i muri, eh sì sì.
diamine..
uf
mi sento un po' un pirla ma rischiare di rovinare due ottime settimane con una minchiata scappata di bocca non va mica bene, perciò è il minimo dire uno "grazie chiara" per il tempo splendido passato e per le cose belle regalatemi e due "scusa chiara" per l'immane boiata detta
e direi che è tutto per ora

Nembrot alle 19:43 in: la mi vida
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Si può chiedere a una farfalla di amare quel fiore?

sabato, 04 agosto 2007

La mattina è calda, la mattina non è cosa mia, sono da imbrunire, creatura crepuscolare, je suis l'empire à la fin de la decadence, je suis la decadence.
Non c'è nulla di più decadente d'altra parte delle pie illusioni quotidiane, arabescati imbrogli di fumo di cui ci pasciamo grati, con cui vanesi ci ammantiamo d'ombra e porpora.
Si pensa a volte agli incroci di vite, al caso, ai sentieri che ti portano lungo le strade di altri per un attimo, e se per te è un giorno qualsiasi in piscina con amici, per altri può essere un giorno per morire, o l'occasione perfetta per rovinarsi la vita per sempre.
Dimenticavo quanto sanno essere stupidi i quindicenni.
Ci sono troppe cose che dovrei fare, ma è troppo caldo là fuori e troppo colmo è il mio cuore.
Tra meno di una settimana partirò, e poi ancora, che a stare fermi si muore, o nella migliore delle ipotesi si finisce con l'assomigliare al paesaggio che ti circonda.
Non sono mai riuscito ad essere conciso, la sintesi mi sa di sacrificio, è una scusa puerile per chi non sa trovare le parole.
In questo deserto urbano, in questo assolato consesso civile continuo a sognare vladivostok.
Ieri sera volevo leggere Campana, ma il sonno di lei vinse, e ciò non è buono:nessuno può essere stanco abbastanza per rinunciare a Campana.

Non so se tra roccie il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda
O delle primavere Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina o Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose,
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida/
Fu dei capelli il vivente Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore, Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l’immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Nembrot alle 10:24 in: la mi vida
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